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Articoli tematici

Esercizio Fisico e Invecchiamento del Cervello

Posted on 09/05/202105/06/2021

Sulla base delle prove disponibili, sembra probabile che lo sviluppo di nuove strategie per indirizzare i percorsi di sviluppo di metodi e strategie per una sano invecchiamento del cervello e rilevanti per l’esercizio sia una direzione particolarmente promettente.
Una possibile strategia per evitare questi problemi potrebbe essere quella di combinare esercizi moderati, restrizione calorica parziale o digiuno intermittente, con componenti che mirano a percorsi di rilevamento dell’energia.

Soglia Anaerobica

Posted on 08/05/202105/06/2021

Terminologia utilizzata per descrivere AT
LT (Lactate Thresold – Soglia del Lattato): la fase dell’esercizio in cui si verifica un aumento significativo ed esponenziale del lattato durante un test da sforzo incrementale.
MLSS (Massimo Lattato in Stato Stazionario): si verifica nella fase precedente all’aumento esponenziale del lattato, in cui la produzione e la rimozione di lattato sono bilanciate in modo ottimale.
OBLA (Onset of Blood Lactate Accumulation – Inizio dell’Accumulo di Lattato nel sangue): l’accumulo di lattato nel sangue fino a una quantità specifica (di solito 4 mmol/L) durante l’esercizio fisico incrementale. Si ritiene che questo valore critico rifletta il passaggio ad intensità d’esercizio più elevate.
Soglia Ventilatoria (chiamata anche VT1): l’intensità dell’esercizio alla quale la ventilazione aumenta in modo sproporzionato rispetto al consumo di ossigeno, principalmente per espirare l’anidride carbonica in eccesso prodotta durante la glicolisi anaerobica.
RCP (Respiratory Compensation Point – Punto di compensazione respiratoria) (chiamato anche VT2): periodo di iperventilazione durante un esercizio molto intenso, mediato da diversi fattori fisiologici.
Buffering isocapnico o tampone a concentrazione costante di anidride carbonica: la zona d’esercizio e/o allenamento tra VT1 e VT2 che riflette il buffering bicarbonato ottimizzato, che insieme all’iperpnea (aumento della profondità degli atti respiratori e della ventilazione polmonare), sono sufficienti per prevenire l’acidosi. Può essere utilizzato come misura delle prestazioni nella zona da aerobica ad anaerobica.

Posted on 06/05/202107/05/2021

Un tema che mi riguarda da vicino, ossia il lavoro di training on line e, relativamente a questo, come predisporre una presentazione ed una base di offerta efficaci. La rapida crescita dell’allenamento on line e del “fitness online” consente un aumento significativo della capacità di raggiungere un pubblico molto più ampio e ora più che mai, va fatto con credibilità ed efficacia. Un recentissimo articolo pubblicato nell’edizione di Aprile in “ACSM Health & Fitness Journal” ha presentato delle linee guida per garantire una fornitura efficace ed efficiente di fitness virtuale che incorporano strategie di cambiamento del comportamento e quindi ottimizzano i risultati. Gli autori hanno identificato il tema basandosi su due aspetti, il setup e l’offerta, ai quali ho aggiunto qualche consiglio personale.

Posted on 06/05/202106/05/2021

GLUT-4 è il trasportatore del glucosio più conosciuto e studiato sopratutto per la sua sensibilità diretta all’insulina. GLUT-4 è presente soprattutto nel muscolo scheletrico, nel cuore e nel tessuto adiposo bianco e bruno, tessuti insulino-dipendenti. A livello muscolare la traslocazione dei trasportatori GLUT-4 dai siti intracellulari (all’interno di vescicole) alla membrana plasmatica è favorita dalla contrazione, dall’aumento del flusso ematico e dai bassi livelli di glicogeno che caratterizzano l’esercizio fisico di durata e d’intensità elevata. L’esercizio fisico strutturato è utilissimo per la prevenzione dell’insulino resistenza e nel trattamento del diabete mellito.

Posted on 02/05/202102/05/2021

“Quale migliore età per l’apprendimento delle abilità motorie dell’età dell’oro dei 10 anni!”, “Ormai da adulto non puoi imparare molto!”, “Non allenare la forza da giovane”, “Ho visto che per allenarsi bisogna fare così”! Sono solo alcune delle tante frasi fatte che vanno per la maggiore, purtroppo. Sarebbe utile appoggiarsi sempre alle evidenze, tranne quando sono riferibili ai famosi “neuromiti” provenienti dal pianeta della pseudoscienza!

Posted on 20/03/202120/03/2021

Per gentile concessione dell’UNC, pubblico questo interessante articolo redatto da illustri colleghi, sul ruolo della Chinesiologia unicamente in un regime dove la patologia è già stata trattata e la condizione fisica della persona risulta stabile, ossia come un supporto necessario al fine di migliorare lo stato di benessere di coloro che risultano già essere stati efficacemente trattati con terapie opportune e stabilizzati nella loro situazione di salute. L’azione del Chinesiologo (laureato in Scienze Motorie) opera verso un percorso di Chinesiologia di Rigenerazione, cioè una ripresa funzionale in grado di migliorare le qualità fisiologiche temporaneamente in difetto.
Lo scopo del lavoro è quello di indicare una possibile “ottimizzazione funzionale” raggiungibile tramite l’esercizio fisico (movimento attivo e razionale) che possa aiutare nel recupero dell’autonomia motoria ed indurre benefici cambiamenti che possano ulteriormente consolidare i risultati terapeutici raggiunti, nonché rappresentare un fondamentale intervento di prevenzione primaria.

Sesso e Sport

Posted on 08/03/202108/03/2021

L’attività sessuale prima della competizione è stata considerata come una possibile causa di prestazioni ridotte sin dall’antica Grecia e Roma. Una revisione sistematica del 2016 si è concentrata sulle evidenze scientifiche sugli effetti dell’attività sessuale sulle prestazioni sportive indipendentemente dal tipo di sport.

Posted on 04/03/202104/03/2021

Un lavoro recente ha concettualizzato il cervello come una rete composta da gruppi di sottoreti o moduli. La “flessibilità” delle reti cerebrali indica la riconfigurazione dinamica dei moduli che lo compongono. Utilizzando nuove tecniche di neuroscienze di rete dinamiche applicate alla risonanza magnetica funzionale (fMRI) ad alta risoluzione in stato di riposo, un recente studio pubblicato su “Neuobiology and Learning Memory” ha studiato gli effetti di un intervento di esercizio aerobico sul ri-arrangiamento dinamico della struttura della comunità modulare – una misura della flessibilità neurale – all’interno la rete del lobo temporale mediale (MTL).

Posted on 20/02/202120/02/2021

In questo studio gli autori hanno scoperto che gli anziani hanno aumentato significativamente la forza dei flessori plantari durante la camminata, dopo essersi allenati con l’allenamento della forza di opposizione. Le forze di opposizione orizzontali, solitamente applicate tramite una cintura in vita, possono essere utilizzate per aumentare sistematicamente il rendimento meccanico richiesto dalle unità muscolo-tendinee che attraversano la caviglia durante la fase di spinta della deambulazione. Di conseguenza, gli autori suggeriscono che apportare un intervento che miri funzionalmente ai muscoli responsabili dell’intensità della spinta (cioè, i flessori plantari) possa essere in grado di mitigare cali legati all’età, nell’intensità abituale della spinta. Questo può anche avere effetti benefici su altre articolazioni. Si presume che gli interventi convenzionali per migliorare questo (cioè, l’allenamento di forza) suscitino il rimodellamento muscolare, aumentino la capacità di generazione di forza e quindi migliorino la funzione locomotoria. Quando prescritte negli anziani, tali contromisure migliorano efficacemente le isolate misurazioni della forza muscolare degli arti inferiori, ma sfortunatamente questi guadagni generalmente non si traducono in miglioramenti funzionali nell’intensità di spinta abituale durante la deambulazione.

Ruolo della costruzione delle scarpe nella biomeccanica della corsa: correlazioni con infortuni e performance

Posted on 17/02/202117/02/2021

In molti decenni la tecnologia, sopratutto l’ingegneria strutturale e dei materiali nella costruzione delle scarpe ha apportato enormi cambiamenti, con scarpe molto particolareggiate e ammortizzate. Sebbene le intersuole ammortizzate possano in teoria ridurre le forze di impatto influenzando la rigidità del sistema di attenuazione dell’impatto e la decelerazione del corpo, il tasso d’infortuni e le prestazioni della corsa riportati non sono migliorati notevolmente nel corso degli anni, per cui la riduzione degli infortuni e il miglioramento delle prestazioni, usando scarpe da corsa, sono diventati un obiettivo sia nell’industria sportiva, che nel mondo accademico. Dalla Revisione si possono trarre notevoli spunti, per capire come orientarsi alla scarpa da corsa. L’aumento della velocità della forza d’impatto, la riduzione della cadenza e l’appoggio più pronunciato del tallone possono spiegare, in parte, il potenziale deleterio delle scarpe moderne e le influenze sulla corsa, che sono soggettive, ma hanno delle tipicità comuni, vanno valutate. Cambiare troppo rapidamente scarpa espone i tessuti del corridore ad un maggiore rischio d’infortuni. La stessa situazione vale per coloro che sono abituati a scarpe minimaliste e che si orientano troppo rapidamente a scarpe massimaliste, ma servono test con protocolli standard per capire come validare tutto ciò.

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